CHARLES THIMONIER, Console generale di Francia a Napoli


1) Lavorare a Napoli: fierezza, imbarazzo, mero dato geografico?

Quando sono stato nominato a Napoli, alcuni amici mi dicevano di essere stato troppo ricompensato, altri troppo punito: questione, di punti di vista.
2) Qual è la qualità vincente che viene riconosciuta e che ha notato nei napoletani?

Si adattano a tutto

3) Quali sono le caratteristiche vincenti che talvolta sono dei difetti del cittadino napoletano?

Si adattano a tutto

4) Napoli e i napoletani: più orgoglio di luogo o più orgoglio di popolo, in quali proporzioni?

Mi sembra che come i Parigini, i Napoletani, preferiscono concentrarsi sui dettagli delle straordinarie bellezze del posto, di cui non c’è niente da discutere, molto più condivisi delle loro virtù collettive.

5) Cosa migliorerebbe della Napoli che ha lasciato a suo tempo e cosa crede sia migliorato da allora?

I Sottotitoli per lo straniero che non parla napoletano.
6) Parafrasando John Kennedy, si chieda cosa abbia fatto Napoli per lei e cosa abbia fatto lei per Napoli e cosa ancora entrambi possiate o dobbiate fare.

Napoli mi insegna la tenacia e mi auguro che non lo rimpiangerà mai.

7) Qual è il pregiudizio, il luogo comune riferito a Napoli in cui si è più frequentemente imbattuto?

Che ormai Napoli è distante soltanto un’ora da Roma, è vero solo per i treni.

8) Come cambia, se cambia, il suo modo di parlare di Napoli e di giudicarla, quando è lontano da essa e in presenza di non napoletani?

Credo che bisogna essere franchi con i napoletani, nel bene come nel  male e spiegare cosa c’è di bello e di appassionante a Napoli quando si è fuori.

9) Quanto l'autocommiserazione e il compiacimento dei propri limiti e vizi ha danneggiato l'immagine di Napoli, sebbene abbia contribuito a costruire un'idea “letteraria” talora esibita quale vincente?

La risposta si trova nella domanda: non si deve entrare in questo discorso, esasperante ed inutile.

10) La letteratura e la filmografia sulla camorra hanno incrinato l'immagine di Napoli più di quanto abbiano rafforzato una coscienza civile legalitaria?

“se tieni la faccia storta, non prendertela con lo specchio” Gogol.

11) A suo parere, qual è la percentuale di coloro, tra i non napoletani, che sia a conoscenza che Napoli è stata tra le prime tre città al mondo per tecnologia, cultura e arti?

Pochissime persone lo sanno, supponendo che questo podio abbia un senso, ma cosa importa?


12) Qual è, secondo lei, l'istituzione di maggiore eccellenza napoletana?

La città della scienza di Bagnoli e questo merita di essere saputo! L’Orchestra del San Carlo anche , ma questo tutti lo sanno.


13) Un luogo, un monumento, un libro, una musica, un cibo, un vino che rappresentino Napoli, nella sua più autentica essenza, indichi un simbolo per ciascuna categoria.

 L’accumulo di rifiuti in fondo alla via Solitaria, ripetuto di continuo in giusta opposizione con la magnifica piazza del plebiscito – la magnifica piazza del plebiscito, in giusta opposizione… - “Il ventre di Napoli” di M. Sera – Un’aria che esce fuori dalle finestre del Conservatorio in dolce serata – I piccoli babà della pasticceria sotto casà e soprattutto il sorriso della pasticcera – Il Taurasio che ci consola di tutto o quasi.
14) Rappresentante del mondo a Napoli. Quanta napoletanità ha assorbito durante l’ attività diplomatica?

In tre mesi, ogni giorno cento motivi  di ammirazione per tutto ciò che lo merita, e cento collere contro lo spreco ambientale: sono diventato napoletano…



copyright © 2013 Mariano Corcione