EUGENIO BENNATO, cantautore


  1. Nato a Napoli: fierezza, imbarazzo, mero dato anagrafico?

Napoli non è un dettaglio, un luogo come tanti, ma una città speciale: fierezza.

  1. Qual è la qualità vincente che le viene riconosciuta e che, a suo giudizio, è maggiormente legata al suo essere napoletano?

L'imprevedibilità, che è un requisito essenziale per una qualsiasi creazione artistica.

  1. Qual è la caratteristica vincente del suo essere napoletano, tra quelle che talvolta vengono ritenuti difetti?

La mancanza di certezze, il dubbio, il ricercare (il classico "scetticismo") che tiene lontani da convinzioni assolute e inamovibili. In questo senso Napoli è perfettamente rappresentata da Pulcinella, che esemplifica nella sua stessa sagoma il segno del punto interrogativo.

  1. Napoli e i napoletani: più orgoglio di luogo o più orgoglio di popolo, in quali proporzioni?

Napoli è un luogo geografico estremo, il vulcano il mare il panorama il clima le isole sono elementi che ne hanno condizionato la storia: la bellezza l'ha segnata da sempre, Napoli ha attratto dinastie eserciti, conquistatori, bande di diseredati: la sua gente e il suo paesaggio non sono elementi separabili.

  1. Cosa migliorerebbe della Napoli che ha lasciato a suo tempo e cosa crede sia migliorato da allora?

Il senso civico dell'ordine, la capacità di fermarsi al semaforo rosso, di comprendere che è un'attenzione che conviene a tutti. Forse qualcosa in questo senso è migliorato, ma l'individualismo della malintesa furbizia è una piaga tuttora presente.

  1. Parafrasando John Kennedy, si chieda cosa abbia fatto Napoli per lei e cosa abbia fatto lei per Napoli e cosa entrambi possiate o dobbiate fare.

Napoli mi ha comunicato la sua cultura straordinaria, il mistero delle sue favole, l'eleganza stratificata delle sue facciate e dei suoi monumenti: non so dire cosa ho dato a Napoli, sarebbe presuntuoso dire qualcosa in tal senso, ma sicuramente mi sono, fin da ragazzo, dato da fare per demolire il luogo comune del napoletano scomposto, chiassoso e profittatore.

  1. Qual è il pregiudizio, il luogo comune riferito alla sua città natale in cui si è più frequentemente imbattuto?

La tarantella, la pizza e il mandolino, immagini veicolate ad uso del turismo benpensante, che forniscono un'immagine distorta, simpatica e rassicurante di una città che ha una dimensione storica e culturale ben più profonda ed inquietante

  1. Come cambia, se cambia, il suo modo di parlare di Napoli e di giudicarla, quando è lontano da essa e in presenza di non napoletani?

Non cambia; la mia musica la propongo nell'identico modo ai napoletani e alle platee più lontane.

  1. Quanto l’autocommiserazione e il compiacimento dei propri limiti e vizi ha danneggiato l’immagine di Napoli, sebbene abbia contribuito a costruire un’idea “letteraria” talora esibita quale vincente?

La distinzione per quanto riguarda opere creative non riguarda a mio avviso i contenuti e gli atteggiamenti, ma il valore artistico: Napoli ha prodotto opere banali e stereotipe e autentici capolavori

  1. La letteratura e la filmografia sulla camorra hanno incrinato l’immagine di Napoli più di quanto abbiano rafforzato una coscienza civile legalitaria?

Il film Gomorra, ancor più del romanzo, è un'opera d'arte che usa il linguaggio orrido della malavita dell'hinterland per farlo diventare simbolo della planetaria violenza contemporanea. Così come la filmografia americana, che rappresenta nel suo filone dark i mali e le distorsioni del nostro tempo, senza per questo modificare la percezione della realtà americana che si basa e deve basarsi su altri tipi di analisi

  1.  A suo parere, qual è la percentuale di coloro, tra i non napoletani, che sia a conoscenza che Napoli è stata tra le prime tre città al mondo per tecnologia, cultura e arti?

Percentuale altissima, nonostante tutto: non nello specifico della spinosa questione risorgimentale, dove indubbiamente i primati della capitale borbonica sono stati annullati ed oscurati. Ma sono testimone che, nel mondo, oggi ancora Napoli sia la realtà italiana più conosciuta, per la sua musica, il suo teatro, il suo panorama

  1. Qual è, secondo lei, l’istituzione di maggiore eccellenza napoletana?

La scuola della strada

  1. Un luogo, un monumento, un libro, una musica, un cibo, un vino che rappresentano Napoli, nella sua più autentica essenza, indichi un simbolo per ciascuna categoria.

Via s.Biagio dei Librai; la Chiesa di Santa Chiara; Il resto di niente di Enzo Striano; Il Guarracino di anonimo; il caffè dei bar napoletani.

  1.  Quanto la creatività che le viene riconosciuta è debitrice nei confronti della tradizione, della formazione e del fascino emanato dai luoghi della sua città? In altre parole quanto la sua arte è figlia di  Napoli ?

Napoli è presente in ogni nota o verso che ho scritto e che continuo a scrivere. I maestri napoletani, che ho frequentato e conosciuto, da Eduardo Caliendo ad Ernesto Murolo a Roberto de Simone a Eduardo De Filippo me li ritrovo sempre presenti: Le pietre antiche dei palazzi di Napoli, i volti anonimi ed espressivi della sua gente, i suoni dei suoi quartieri popolari mi hanno spinto a ricercare, a ricondurre la modernità alla tradizione, a fondare la Nuova Compagnia di Canto popolare, e poi Musicanova e poi Taranta Power.

copyright © 2013 Mariano Corcione