GERARDO MAROTTA, avvocato e filosofo


1) Nato a Napoli: fierezza, imbarazzo, mero dato anagrafico?

Io sono fiero di essere nato a Napoli, sono fiero anche di aver creato a Napoli tutte le principali istituzioni culturali, sia nel periodo universitario, quando ho creato seminari in tutte le facoltà, ho creato l'associazione Cultura Nuova, questo nel dopoguerra...è stata una cosa celeberrima...arriverà il libretto dell'Accademia Pontaniana....poi insieme a Renato Caccioppoli che era mio cognato ho creato il Circolo del Cinema, abbiamo fatto cose di grande importanza, le più grandi conferenze nel dopoguerra sono state organizzate dall'istituto creato da me.
Poi tutti i seminari nelle varie facoltà, molto importante il seminario di Studi Storici presieduto da Nino Cortese, il grande storico del Risorgimento, poi il seminario di Architettura e urbanistica inaugurato da Piccinato, il seminario di Giurisprudenza inaugurato  da Crisafulli che poi divenne membro della Corte costituzionale, il seminario di Biologia e genetica inaugurato da Giuseppe Montalenti che poi divenne il presidente dell'Accademia dei Lincei. Insomma tutti le più grosse manifestazioni culturali sono state create dal gruppo nostro. Poi nel 1975 venne il presidente dell'Accademia dei Lincei Enrico Cerulli, accompagnato da Elena Croce, la figlia di Benedetto Croce... mi dissero – avevo lasciato l'università e iniziato la professione di avvocato - “l'Europa è in declino, siamo di fronte al pericolo della fine di una civiltà, l'Europa sta abbandonando la sua cultura classica, la filosofia in Germania è materia facoltativa, in Spagna e Francia anche...dobbiamo difendere l'insegnamento della filosofia in Italia, dobbiamo creare un Istituto di Studi filosofici da affiancare all'istituto di Studi Storici creato da Croce e dal banchiere Mattioli.”.  Ho replicato “datemi un anno di tempo” mi hanno risposto “..non c'è tempo, l'Europa sta scomparendo come l'antica Grecia che non seppe tutelare la propria cultura e non ascoltò gli avvertimenti di Pericle, che voleva che Atene  fosse il centro dell' Ellade riunendo le città greche per fare un grande stato.
  Invece i maggiorenti di Atene vollero armare una flotta, andare ad aggredire le città greche della Sicilia, e Atene fu sconfitta, e qui cominciò il declino di Atene, che andò a finire sotto il dominio straniero, e dopo Filippo  e Alessandro andò a finire sotto i turchi, perse la sua fisionomia culturale, e perse ogni funzione, rimase semplicemente un'espressione geografica, un'appendice dell'Europa..   Cerulli temeva che anche l'Europa diventasse un'appendice dell'Asia senza più significato, quindi bisognava formare quest'istituto e formarlo a Napoli, ho lasciato la professione di avvocato e mi affidarono la presidenza a vita, nel 1975, e l'Istituto italiano di studi filosofici si è affermato come importante centro mondiale di cultura, ci sono tutte le documentazioni. Ultimamente sono stati fatti due film molto importanti, uno da Rai educational, si chiama “La filosofia a Napoli” e comincia con la frase  “Un giorno si dirà che l'avvocato Marotta ha avuto ragione”....
vennero tutti i filosofi più importanti del mondo , tutti i premi Nobel di fisica, chimica, biologia, abbiamo fatto un accordo col Cern di Ginevra...
abbiamo fatto cose molto importanti , l'Accademia cinese è venuta a Napoli al palazzo Serra di Cassano, perché abbiamo tradotto Giordano Bruno e Benedetto Croce in cinese, sono venuti a ringraziarci.

2) Qual è la qualità vincente che le viene riconosciuta e che, a suo giudizio, è maggiormente legata al suo essere napoletano?

Aver ripreso il filo della grande cultura del mezzogiorno d'Italia, dalla Magna Graecia, VI secolo avanti Cristo, Pitagora e Parmenide. Infatti quando Gadamer venne nel nostro Istituto e cominciò le sue grandi conferenze - ogni anno per 26 anni - disse:
Atene, luminoso esempio di cultura, ma nel IV e V secolo, quindi solo  dopo i grandi filosofi della Magna Graecia,( Sicilia , Taranto, Napoli, che nel VI secolo erano piene di filosofi), Parmenide ecc...poi si continuò con Giordano Bruno, Telesio , Campanella, Vico, ristampandone le opere anche in tedesco, anche l'edizione critica delle opere di Genovesi, Filangieri, Francesco Mario Pagano.
Per questo ho avuto riconoscimenti da tutto il mondo,ho avuto la laurea ad honorem dalla Sorbona, dall'Olanda, medaglia Goethe dalla Germania, medaglia Pietro il Grande dalla Russia


3) Qual è la caratteristica vincente del suo essere napoletano, tra quelle che talvolta vengono ritenute difetti?

La caparbietà, sono stato costante, a Napoli una cosa è difficile che duri, e noi duriamo da 38 anni, la Sorbona in occasione della laurea mi ha dedicato un libretto con gli interventi dei più grandi filosofi...un documento che pone Napoli al centro del mondo.


4) Napoli e i napoletani: più orgoglio di luogo o più orgoglio di popolo, in quali proporzioni?

Questo è un concetto molto difficile da far capire ai napoletani..il luogo Napoli è stato un luogo di grandissima cultura, la capitale della cultura mondiale o almeno europea...ma  nel 1799 il re Ferdinando IV andò in soccorso del papa, andò ad occupare Roma, ma fu sconfitto dal generale francese Championnet, e  allora scappò, raccolse tutti i tesori e scappò in Sicilia, sulla nave dell'ammiraglio Nelson. Napoli rimase in preda all'anarchia....furono ammazzati tra gli altri i fratelli Filomarino. Furono ammazzati parecchi intellettuali ,. Visto che il re era fuggito , il popolo si era impadronito della piazza e regnava l'anarchia, gli intellettuali , tra cui Mario Pagano e altri, fondarono questa grande Repubblica Napoletana, che commosse tutta l'Europa. Quando l'esercito francese che aveva appoggiato la Repubblica fu richiamato in patria, il re,  grazie all'aiuto del cardinale Ruffo e dell'ammiraglio inglese Nelson, riconquistò il regno di Napoli facendo stragi dappertutto e arrivato a Napoli ammazzò tutti gli intellettuali, tanto è vero che Croce  nella Storia del Regno di Napoli dice “Il re di Napoli decapitò tutta la sua Accademia”.
Napoli che era la vera grande capitale culturale d'Europa, che aveva ispirato tutti i grandi filosofi europei, decadde in un triste destino, avendo perso  la sua classe dirigente. Il re ammazza tutti  gli intellettuali, e anche tutti i nobili che si erano schierati con la repubblica,  e mette ai posti di governo i più luridi capi briganti, i quali fanno ogni sorta di malgoverno.  I grandi napoletani tutti ammazzati ( 100 solo a piazza mercato) e migliaia e migliaia confinati nelle isole tra cui Favignana, che aveva un orrido carcere ad imbuto dove venivano lasciati morire di fame e di freddo i patrioti napoletani...  tutto sepolto nell'orrore.….quindi orgoglio di luogo, non di popolo, spenta la grande cultura è rimasta questa classe dirigente misera , negativa, ignorante, si è creata una classe incolta che pensa ai propri interessi....anche la borghesia sostituita da una nuova classe dell'usura, del traffico di droga, del traffico dei rifiuti tossici, degli imbrogli sulle opere pubbliche, sul terremoto...quindi il popolo napoletano non è più quello di prima Il blocco sociale che si è costituito a Napoli ha combattuto anche contro l'Istituto e ha cercato di spegnerlo, togliendo, grazie ai ministri peggiori, i finanziamenti che mi erano stati dati dal presidente Ciampi. Ma io ho resistito, ho venduto tutti i miei beni per mantenere l'istituto.
A Napoli è rimasta la plebe e la nuova borghesia che Pasquale Saraceno ha chiamato appunto il blocco sociale, formato dai peggiori soggetti, burocrati corrotti, politici corrotti, imprese corrotte, “mafia, camorra e teppa” (celebre espressione di Croce a proposito dell'Università di Napoli)
Quindi di fronte a quello che era la cultura nel 700 solo l'Istituto ha cercato di riprendere la grande cultura e sono venuti da tutto il mondo a dare questi riconoscimenti, ci sono migliaia di libri, inoltre l'Archivio di Stato ci ha chiesto il nostro archivio e i libri che parlano dell'istituto, perché non se ne perda la memoria se questo dopo la mia morte dovesse chiudere.


5) Cosa migliorerebbe della Napoli che ha lasciato a suo tempo e cosa crede sia migliorato da allora?

Cominciamo dalla mia biblioteca  di 300mila volumi, una delle più grandi d'Europa: oggi in parte è a Casoria in deposito in un capannone , perché Napoli non ha un luogo dove ospitare una grande biblioteca, tutto crolla, tutte le grandi biblioteche sono in crisi, la Società di Storia Patria creata da Croce ha chiuso, la Biblioteca Nazionale si è dovuta aggiustare frettolosamente perché ci pioveva; la biblioteca dei Girolomini -  una biblioteca  formata a Napoli nel 600 quando Napoli era regina della cultura, e un grande avvocato, Giuseppe Valletta, aveva creato una delle più belle biblioteche d'Europa - è stata saccheggiata, prima dai preti perché dopo il Risorgimento divenne statale, ma ci lasciarono i preti, e i preti vendettero i grandi Codici che Valletta aveva accumulato ai “saponari”a falsi antiquari, e i preti sono stati condannati a tre anni di reclusione. L'Interpol di sette casse preziosissime di libri non riuscì a trovare nulla, solo un libro. Quando è stato nominato il nuovo direttore DeCaro, ha svuotato la biblioteca dei migliori libri che erano rimasti , opere del 600, del 700, io sono stato il secondo firmatario dell'appello per la salvezza della Biblioteca.
Nel film della Rai sull'Istituto, il presidente Napolitano ha voluto inserire un suo commento, dicendo che “l'Istituto spicca in quest'ammasso di forze retrive che c'è a Napoli, come un grande fatto di cultura, e noi speriamo che viva , che si sviluppi, che faccia ancora di più, ma forse ancora di più è impossibile perché ha fatto il massimo, auguriamo grande avvenire a questo Istituto”.
Quindi solo  dalla cultura si può cominciare, anche nelle strutture, le scuole sono fatiscenti, le imprese rubano....


6) Parafrasando John Kennedy, si chieda cosa abbia fatto Napoli per lei e cosa abbia fatto lei per Napoli e cosa ancora entrambi possiate o dobbiate fare.

Io ho creato insieme a Elena Croce, Cerulli, Gadamer, ecc un grande Istituto ma non mi sono limitato ad aggiungere tutte le scienze  e a far venire tutti i premi Nobel, e a mandare i giovani borsisti napoletani in America, Inghilterra, ed oggi i miei allievi sono tutti professori universitari, scienziati e premi nobel,  li ho mandati dappertutto....non mi sono limitato a questo:io ho cominciato la lotta contro il malcostume, contro il blocco sociale, contro gli appalti falsi, disonesti...allora hanno lottato contro di me e mi hanno distrutto, perché mi hanno costretto a vendere i miei beni, anche a togliere i libretti di risparmio delle mie figlie.-
La mia primogenita è andata in tutta Europa, una ragazza che aveva creato seminari in Germania, a Friburgo, in Francia , a Strasburgo, aveva creato seminari in tutta Roma;  agli Istituti di cultura danese, francese, svizzero, tedesco, c'è  il nome di Valeria Marotta , perché Valeria Marotta ha iniziato una collaborazione formidabile. Quando sono venuti meno i finanziamenti  ha dovuto abbandonare, quando si è vista priva di mezzi è tornata a Napoli ed è caduta in depressione, sta andando in depressione, ed ora è a casa.
Praticamente hanno fatto di tutto, e chi è stato? Tre o quattro professori universitari napoletani, i quali non volevano assolutamente e dicevano sempre:“Marotta, tu lo devi chiudere questo istituto, perché chiami i nomi più illustri, tutti i premi nobel, e noi non siamo più niente!” Ho risposto :”Ma nella statistica internazionale l'Università di Napoli è l'ultima università italiana, perché volete impedire che questo Istituto invece allevi una nuova classe dirigente e trasformi quindi Napoli in una città moderna al passo con l'Europa, con tutto il mondo? Noi abbiamo mandato i nostri borsisti in Venezuela, così abbiamo creato un colloquio tra Napoli e il Venezuela, nel Messico abbiamo mandato i nostri professori a tenere seminari, negli USA, in Canada, dappertutto, e loro hanno mandato i loro professori da noi.
Gadamer , quando noi abbiamo organizzato un convegno a Parigi, all'UNESCO, ha voluto mandare un messaggio, una sorta di testamento: “Dopo il 1946 ho abbandonato Lipsia, sono andato ad Heidelberg, ho girato tutto il mondo per cercare un Istituto che fosse all'altezza di rimediare alla crisi universitaria che si era aperta in tutto il mondo,”
Questo  perché le università attuano un insegnamento “monologico”, cioè con un'unica visuale - ciò dovuto anche all'ondata di sviluppo tecnologico -  dove si insegnano solo le materie inerenti al corso di laurea.
Invece il nostro Istituto ha un insegnamento interdisciplinare, è un'Accademia, e Gadamer dice “Ho girato tutto il mondo senza risultato e poi sono capitato a Napoli,  e immediatamente sono diventato membro dell'Istituto di Gerardo Marotta”


7) Qual è il pregiudizio, il luogo comune riferito alla sua città natale in cui si è più frequentemente imbattuto?

Non ho detto una cosa, è vero che Napoli non è più il centro della cultura , ma è rimasto il genio dell'antica Grecia, che dal VI secolo a..C. si è creato un filo continuo di pensiero che non si è mai spento. Quando Federico II creò nel '200 la grande Università di Napoli - simile all'Istituto di oggi , pluridisciplinare –  questa
faceva insegnamento di lingue orientali, di tutte le lingue europee, e creava condizioni favorevoli per far studiare gratis tutti i giovani.
Ma quando arrivarono gli angioini , su ordine della Chiesa umiliarono l'Università di Napoli, la cancellarono, ma l'ingegno napoletano non si arrese e creò le accademie, che mantennero viva la cultura, attraverso i secoli  la cultura di Plotino, Giordano Bruno, Telesio, e  poi  Gian Vincenzo Gravina, Campanella, Vico, Valletta (Biblioteca dei Gerolomini), Filangieri, Genovesi, Mario Pagano, poi i fratelli Spaventa giunti dall'Abruzzo, che crearono una loro scuola, e un'altra  De Sanctis....
I Borboni chiusero tutte le accademie prima di partire per la Sicilia, e quando tornarono chiusero pure la Nunziatella, perchè i giovani della Nunziatella avevano combattuto contro il Cardinale Ruffo correndo a Napoli est, a Vigliena con le sciabole e i fucili...
Il genio napoletano non si è mai spento ma ora è volto al male, i professionisti, le imprese  pensano solo al denaro , non alla cultura....la mia biblioteca è in un capannone a Casoria ma nessuno degli imprenditori mi ha sostenuto, solo gli intellettuali, senza troppi mezzi....quindi è rimasto il genio, ma volto al male.


8) Come cambia, se cambia, il suo modo di parlare di Napoli e di giudicarla, quando è lontano da essa e in presenza di non napoletani?

Racconto la grande Storia, e tutti ne restano innamorati....non sottolineo le negatività, sono ben conosciute....quando sono andato  in Germania.... gli studenti ridono e chiedono perché noi non paghiamo le tasse, perché c'è un'evasione fiscale così elevata, perché facciamo tutto male....perché facciamo malversazioni in tutte le amministrazioni....perché rubiamo... sette miliardi di euro rubati nel Ministero della Ricerca....perché sprechiamo tutte le nostre ricchezze, creato la crisi delle banche, sfruttiamo gli immigrati lasciandoli nella miseria , mentre loro hanno creato una classe di operai e artigiani immigrati (le sarte turche sono bravissime) accogliendoli nelle scuole e istruendoli....pizzaioli, gelatai...tutto ad un livello alto.
Per non parlare dei monumenti, dei tesori che non ha nessuno al mondo....il teatro grande di Pompei è stato distrutto, trasformato in un teatraccio moderno, hanno tolto le scale , messo un'amplificazione in un teatro dove non c'era bisogno di alcun microfono...


9) Quanto l'autocommiserazione e il compiacimento dei propri limiti e vizi ha danneggiato l'immagine di Napoli, sebbene abbia contribuito a costruire un'idea “letteraria” talora esibita quale vincente?

Ho da poco presentato un libro che parlava di quell'erede al trono di Svezia che venne a Napoli  quando scoppiò il colera , ha sfidato il colera salvando molte vite, questo a fine '800...gli stranieri hanno dato una mano a Napoli
Più che la autocommiserazione soprattutto la disperazione della plebe, tanto è vero che i grandi napoletani, quei pochi, hanno fatto la “protesta delle due Sicilie”...la miseria è colpa della classe dirigente, la classe dirigente ha sempre sfruttato la plebe....
e non hanno pietà della miseria della povera gente.
Io ho fatto una proposta , che ogni ricco adotti una famiglia povera di fronte alla crisi che sta arrivando e che toglie tutto ai poveri, costretti ad andare a mangiare alla Charitas,


10) La letteratura e la filmografia sulla camorra hanno incrinato l'immagine di Napoli più di quanto abbiano rafforzato una coscienza civile legalitaria?

 Tutt' e due....Napoli è nota per la camorra e per i film sulla camorra
ma la coscienza civile sul problema è stata incentivata. E' stata formata una grande associazione  presieduta da me, che si chiama “Assise del popolo napoletano”, cerchiamo di fare una lotta contro la camorra, contro la 'ndrangheta. Abbiamo pubblicato dei libri , uno dei quali è “Campania chiama Europa” , che denuncia l'esistenza  di depositi di rifiuti tossici, responsabile il governo, che ha impiegato l'esercito per questo , inquinando il terreno.

Abbiamo poi fatto una battaglia per i monumenti, per il centro storico, perché se viene restaurato qui verrà tutto il mondo, Napoli diventa ricca, ma le classi dirigenti non hanno voluto fare niente, hanno solo sprecato i soldi , non sono capaci....perché con la controrivoluzione di Ferdinando IV nel 1799 è finita la tradizione politica, la tradizione culturale, di alto costume!


11) A suo parere, qual è la percentuale di coloro, tra i non napoletani, che sia a conoscenza che Napoli è stata tra le prime tre città al mondo per tecnologia, cultura e arti?

Una minoranza molto piccola. Molti sono gli stranieri venuti a Napoli per le opere d'arte , molti  per le stazioni termali, molti per l'Istituto degli Studi filosofici...ma la storia della Napoli scientifica non la conosce nessuno...Domenico Sillo , uno del governo della Repubblica Napoletana, era conosciuto in tutto il mondo, aveva contatti con scienziati svedesi, tedeschi...è stato decapitato!


12) Qual è, secondo lei, l'istituzione di maggiore eccellenza napoletana?

Non posso dirlo io (sorride)...”ovviamente l'Istituto  di Studi Filosofici “, conosciuto in tutto il mondo


13) Un luogo, un monumento, un libro, una musica, un cibo, un vino che rappresentino Napoli, nella sua più autentica essenza, indichi un simbolo per ciascuna categoria.

Un luogo: l'Istituto Dohrn
Un monumento: la Certosa di San Martino. Un grande storico dell'arte straniero è venuto a Napoli, ha detto ai ricchi napoletani: “Io dò la mia opera gratis, se voi mettete mille euro ciascuno io faccio un'opera che riporta Napoli alla sua grandezza” perché la certosa di San Martino ha le varie epoche di restauro e una storia formidabile. I ricchi napoletani hanno risposto di non essere interessati....
Un libro : “La scienza della legislazione” di Gaetano Filangieri, perché è stato celeberrimo in Francia, il primo volume ha scatenato la rivoluzione francese, e in America è stato alla base della Costituzione americana, insomma ha “spronato” le rivoluzioni...e   Ferdinando IV , temendone la portata rivoluzionaria, durante la controrivoluzione – Filangieri era già morto ancor prima della Repubblica partenopea – decise di processarlo in morte e processare la moglie e i due figli.
La moglie fuggì in Spagna, da lì fu cacciata, riparò in Lombardia, dalla Lombardia riuscì ad andare in Francia. Quando Napoleone venne a saperlo, accolse la moglie di Filangieri con tutti gli onori, quasi come una regina, promettendo l' istruzione  per i suoi figli a spese dello stato e affermando che il testo del filosofo napoletano era sulla sua scrivania e su quella di tutti i governanti d'Europa. Grande smacco per il re Borbone.
Una musica: la storia della musica napoletana è molto importante, perché Napoli fu il centro della musica mondiale, i musicisti napoletani ammirati in tutto il mondo, Pergolesi ecc
Dopo la controrivoluzione i napoletani non potendo fare i filosofi. perché rischiavano la vita o la galera......cantavano. Ecco che la canzone napoletana si diffuse in tutto il mondo! (Quindi la risposta  è tutta la musica perché espressione del genio napoletana attraverso i secoli, ndr)

14) Amministrare la giustizia è quanto di più distante dall'arte di arrangiarsi, che è una caratteristica della napoletanità, ma nonostante tutto ci sono grandi giuristi, grandi scuole, quindi c'è una contraddizione palese tra l'illegalità e i grandi giuristi, a cosa è dovuto?

La grande scuola giuridica napoletana ., è una scuola del '700 sopravvissuta nell '800, grandi avvocati come Gaetano Manfredi, morto sparandosi alla testa, in treno,  perché non ne poteva più della corruzione dei politici , e ha lasciato un biglietto :fossa comune..
Napoli ha avuto l'onore tra i suoi docenti di avere Francesco Saverio Nitti, il più grande scrittore di diritto finanziario, tradotto anche in giapponese, grandi giuristi, grandi economisti come Graziani...
Da una parte l'illegalità diffusa, dall'altra le eccellenze...
Però le eccellenze sono una minoranza, perché in realtà  non tutti i magistrati sono zelanti...tanti processi sono bloccati da lungaggini, e non tutti gli avvocati sono onesti.
Una cosa per me importante da sottolineare, Napoli dopo la rivoluzione del 1799, non ha invece avuto un Risorgimento, da Napoli è partito un solo garibaldino, mentre da Bergamo ad esempio centinaia di volontari, e quando Garibaldi è entrato a Napoli la città ha offerto uno spettacolo indecente, Liborio Romano , il ministro dell'interno dei Borbone, dovette affidare alla camorra il servizio di polizia , e anche la dogana. era tenuta dai camorristi che facevano passare le merci di contrabbando dicendo :”E' rrobba  'e zi ' Peppe”, e zi' Peppe era Garibaldi. Garibaldi vide che l'Università era in mano alla feccia dei professori, allora mandò via i monaci dal convento di piazza Dante per istituirvi il liceo Vittorio Emanuele,e incaricò Francesco de Sanctis di riformare l'Università di Napoli.
De Sanctis cacciò tutti i docenti e li sostituì con gli intellettuali che erano in esilio, Settembrini, Scialoia, Spaventa, risollevando le sorti dell'Università., ma solo di quella , perché tutto il resto era camorra. Non ci fu Risorgimento di popolo, ma solo grandi figure, come ad esempio i fratelli Spaventa.
Silvio Spaventa fu nominato Sottosegretario agli Interni, e si accorse che i camorristi vestiti da guardie civiche ( opera di Liborio Romano) facevano la spesa gratis, importunavano le ragazze,  ogni sorta di soprusi alla popolazione, allora emanò un decreto, la guardia civica non poteva indossare la divisa fuori dagli orari di servizio. I camorristi andarono a lagnarsi di questo dal loro capo, il quale corse al palazzo del governo per uccidere Spaventa. Questi riesce a rifugiarsi in una stanza e a firmare l'ordine di arresto per i camorristi. Furono arrestati tutti grazie all'intervento dei carabinieri. Cavour disse :”Silvio Spaventa ha salvato Napoli da una nuova ondata di terrorismo, l'ha salvata a stento”.
Napoli è sempre stata un'accozzaglia di piccola gente, come dice anche Domenico Rea: “La borghesia napoletana è plebe ripulita”.
Resta solo qualche studioso, qualche galantuomo, poche centinaia, i nobili se ne sono andati tutti o quasi a Roma.
Ma ci sono anche i nobili “schifosi”, discendenti di quelli che si presentarono a Ferdinando IV dicendo:”Maestà , noi vi siamo rimasti fedeli”; il re rispose :”Allora siete quelli stupidi, ignoranti, perché i colti li ho ammazzati tutti...siete la fetenzìa dei nobili!”

copyright © 2013 Mariano Corcione