Dott. Giancarlo Iaccarino, Console onorario di Lussemburgo a Napoli


  1. Nato a Napoli: fierezza, imbarazzo, mero dato anagrafico?

Fierezza, sicuramente.

  1. Qual è la qualità vincente che le viene riconosciuta e che, a suo giudizio, è maggiormente legata al suo essere napoletano?

L'impegno nel mio lavoro e il legame con la mia città. Di questi tempi, soprattutto nella mia generazione va di moda invogliare i figli a lasciare Napoli. Questo è un tema al quale sono molto sensibile perché io lotto contro questa tendenza, perché se tutti i migliori abbandonano Napoli vuol dire consegnare le chiavi della città ai peggiori, alla delinquenza, e però ho notato in maniera abbastanza diffusa questa tendenza a voler lasciare Napoli comunque, si invogliano, si educano i figli a voler lasciare Napoli, anche quando a Napoli ci sarebbero valide alternative, perché posso capire che uno invogli un figlio a lasciare Napoli se qui non può svolgere quella determinata attività o quel determinato studio, ma lasciare Napoli per principio o quasi come moda perchè casomai se si fa studiare alla Luiss oppure alla Bocconi gli si apre il cervello e ti inculcano informazioni particolari e più prestigiose, onestamente non sono d'accordo. Milano è diventata una colonia di cervelli napoletani, poi se si va a Londra o a New York....certo sarebbe bello invertire la tendenza, come nell'800, venivano gli artisti qui, a confrontarsi, nel '500, quando Napoli era la terza o la seconda città europea...sarebbe bello invertire questa tendenza...come in un matrimonio (che non funziona) molto più facile aprire la porta e andarsene, invece ritengo , per sentirci fieri di essere napoletani è molto più coraggioso restare qui e lottare e cercare di far sopravvivere questa città.

  1. Quali sono le caratteristiche vincenti che talvolta sono dei difetti del cittadino napoletano?

La piccola deroga, signorile, alle regole. Sono ad esempio molto fiero che se a Napoli si dovessero, com'è accaduto, bloccare i semafori perché non ci sono soldi per pagarli, noi circoliamo normalmente. Se ciò accadesse a Berna si bloccherebbero impauriti chiusi nelle case.

  1. Napoli e i napoletani: più orgoglio di luogo o più orgoglio di popolo, in quali proporzioni?

50 e 50...

 

  1. Qual è il progetto da Lei intrapreso a Napoli che Le ha dato più soddisfazioni?

In realtà non l'ho mai lasciata e non la lascerò mai, migliorato, poco purtroppo, però farei poche piccole cose, se tra mille anni fossi il sindaco di Napoli, cercherei di avere più cura per la nostra città, nella manutenzione di piccole cose cercherei di invogliare l'adozione di spazi pubblici da parte dei privati, imporrei ad ogni condominio di adottare il marciapiede antistante e di fare i lavori necessari, perché purtroppo non ci sono i soldi, e allora mentre a nord se per esempio nevica, la mattina dopo si rimboccano le maniche e spalano la neve, ecco faccio un appunto, noi aspettiamo sempre che venga qualcuno e risolva dall'alto, invece dobbiamo fare piccole cose, mettere i fiori alle finestre...posaceneri...ecco, li regalerei un po' a tutti gli esercizi per evitare tutti quei mozziconi a terra, sono piccole sciocchezze... poi quando lo dico , replicano: ”...Ma se noi mettiamo la ceneriera ce la rubano” ma quanto può costare una ceneriera?Piccoli gesti, si parte dalle piccole cose...io mi innervosisco la mattina quando esco di casa e trovo dei lavori che sono stati fatti da poco, hanno messo questi pilastrini in pietra lavica, che sono divelti , abbattuti, anche a venti metri dal comune...e non vengono riparati...soffro tanto per questo.

  1. Qual è il pregiudizio, il luogo comune riferito alla sua città natale in cui si è più frequentemente imbattuto?

Napoli mi ha fatto vivere nella città più bella del mondo.. e io non l'ho abbandonata, l'ho ripagata...si può fare tanto , reciprocamente, però partendo dalle piccole cose, senza pensare a grandi progetti, partendo dalle piccole cose che in fondo sono grandi.

  1. Come cambia, se cambia, il suo modo di parlare di Napoli e di giudicarla, quando è lontano da essa e in presenza di non napoletani?

Vabbè lo conosciamo tutti...ma forse nell'ultimo decennio la delinquenza è stata sostituita dalla sporcizia.

  1. Quanto l’autocommiserazione e il compiacimento dei propri limiti e vizi ha danneggiato l’immagine di Napoli, sebbene abbia contribuito a costruire un’idea “letteraria” talora esibita quale vincente?

No, è sempre lo stesso

  1. La letteratura e la filmografia sulla camorra hanno incrinato l’immagine di Napoli più di quanto abbiano rafforzato una coscienza civile legalitaria?

Ma noi la mettiamo anche nell'arte...Io penso che forse qui bisognerebbe cambiare atteggiamento, anche se ciò ha fatto scaturire importanti opere in ambito letterario, musicale, però credo sia ora di voltare pagina.

 

  1.  A suo parere, qual è la percentuale di coloro, tra i non napoletani, che sia a conoscenza che Napoli è stata tra le prime tre città al mondo per tecnologia, cultura e arti?

Secondo me hanno messo una giusta lente d'ingrandimento sul problema, facendo capire che ormai purtroppo è un fenomeno mondiale, non solo italiano, non solo napoletano, di cui spesso fores noi subiamo le critiche ma i “benefici”li possono percepire anche a Milano o addirittura all'estero, con tante attività che appaiono pulite ma non lo sono. La presa di coscienza sul problema è stat superiore all'immagine incrinata, ritengo proprio di sì.

  1. Qual è, secondo lei, l’istituzione di maggiore eccellenza napoletana?

Purtroppo credo minima, entro il 10%.

  1. Un luogo, un monumento, un libro, una musica, un cibo, un vino che rappresentano Napoli, nella sua più autentica essenza, indichi un simbolo per ciascuna categoria.

Sono tante, non vorrei fare torti..il Conservatorio, il San Carlo...
Un luogo: sicuramente entro le porte di Napoli

  1. Napoletano nel mondo, in rappresentanza dell’Italia. Quanta napoletanità è lecito e utile conservare nell’attività diplomatica?

Io rappresento il Lussemburgo in Italia, quindi ho avuto più volte occasioni di incontrare autorità lussemburghesi, sono sempre rimasti incantati della bellezza di Napoli, un po' meno dell'efficienza, ovviamente...poi come notaio in quest'anno , per raccontare le ultime esperienze, sono stato due volte all'estero, sia in America, a New York, all'università , con altri quattro colleghi, in rappresentanza del notariato italiano. Il nostro notariato, che lì non è conosciuto,c'è un altro sistema, è stato molto apprezzato perché in Usa è molto più facile stipulare un contratto ma il 10% dei contratti finisce davanti al giudice, con costi elevatissimi per lo stato .In Italia invece c'è un filtro antecedente alla stipula del contratto e quindi solo 0,004 per mille va in giudizio, con un enorme risparmio per lo stato, tanto è vero che il rettore dell'Università gesuita ha chiesto a noi notai di fare una relazione sul notariato italiano,e poi è stata invitata al nostro congresso nazionale qui in Italia per verificare, anche perché in Florida hanno già adottato il sistema del notariato latino, in Cina lo hanno copiato, com'è nello stile cinese, copiano tutto, hanno copiato pure il notariato....prima di Natale sono stato a Londra , lì c'è il Public Notary che però ha una funzione diversa, ci sono i barrister e i solicitors , questi ultimi svolgono la nostra attività, sono avvocati, ma in realtà manca una figura che abbia una preparazione così profonda sul diritto civile, e quindi ci hanno chiesto di aprire uno studio per una consulenza notarile per italiani che vivono a Londra o inglesi che intendano investire in Italia in campo immobiliare o commerciale. Quindi in Italia noi siamo sotto attacco , siamo sempre visti come una lobby e siamo non apprezzati , invece lo siamo all'estero, è stata una grande soddisfazione.
In conclusione io penso che noi napoletani dovremmo impegnarci per dare un futuro ai nostri figli a Napoli

copyright © 2013 Mariano Corcione