GIUSEPPE MADDALONI
Medaglia d'Oro Judo Olimpiadi Sidney 2000


Premessa dell'intervistato:
Le storie della mia vita mi sono un po’ cadute addosso , dopo una vita da sportivo faccio il tecnico e sono coinvolto emotivamente con gli atleti , soprattutto con i non normodotati , che sto allenando in questo periodo.

  1. Nato a Napoli: fierezza, imbarazzo, mero dato anagrafico?

Orgoglioso – "dammi un bacio azzeccuso " è un modo di salutare che uso di frequente quando vado in altre città per affermare la mia origine.

  1. Qual è la qualità vincente che le viene riconosciuta e che, a suo giudizio, è maggiormente legata al suo essere napoletano?

Mi hanno sempre detto che ho una grande testa e un grande cuore , ed io ho sempre risposto "è il mio essere napoletano".

  1. Qual è la caratteristica vincente del suo essere napoletano, tra quelle che talvolta vengono ritenuti difetti?

La partenza svantaggiata, cosa che è molto più legato ai grandi napoletani , quelli che sono riusciti a far emergere le qualità e non a sottolineare i difetti della napoletanità; purtroppo è più visibile la parte marcia che le positività.

  1. Napoli e i napoletani: più orgoglio di luogo o più orgoglio di popolo, in quali proporzioni?

Al 50%

  1. Cosa migliorerebbe della Napoli che ha lasciato a suo tempo e cosa crede sia migliorato da allora?

Far sì che i giovani facciano un percorso, creerei i presupposti per evitare che i giovani per lavorare o per fare sport agonistico debbano emigrare.
Purtroppo chi gestisce questa città non dà la priorità a questi aspetti, ma pensa solo alle proprie convenienze e sottovaluta totalmente la vivibilità della città.

 

  1. Parafrasando John Kennedy, si chieda cosa abbia fatto Napoli per lei e cosa abbia fatto lei per Napoli e cosa entrambi possiate o dobbiate fare.

Quando fai qualcosa per qualcuno o per la città nel momento in cui lo dici non ha più valore .. penso che io e Napoli siamo pari, La città e la territorialità mi hanno temprato ma io ho dato alla città orgoglio e visibilità internazionale.

  1. Qual è il pregiudizio, il luogo comune riferito alla sua città natale in cui si è più frequentemente imbattuto?

Nonostante gli ostacoli e i deterrenti creati dal mio essere napoletano, tipo : quando arrivavo in una nuova città ero sempre additato come probabile bugiardo come scansafatiche, come un furbetto poco propenso ai sacrifici . Ma tutte le difficoltà che ho dovuto superare , mi hanno dato l'energia per tutte le vittorie conquistate.
Il pregiudizio ricorrente è sempre stato l'opportunismo attribuitomi , cosa che mi infastidiva e mi faceva pensare che se fossi stato di Udine , per esempio, non avrei avuto.
Spesso capitava nel momento in cui mi presentavo , di avvertire sfiducia e prevenzione, solo per la mia terra di nascita , prima ancora di valutarmi come persona. Quando ero giovane mi pesava guadagnarmi la fiducia solo per scavalcare il pregiudizio , ma poi è divenuto un propulsore per vincere.
E' la mancanza di supporto territoriale che mi ha penalizzato , i miei colleghi sportivi di altre città hanno facilmente trovato sponsor e supporti economici istituzionali alle prime vittorie , io invece, ho continuato anche dopo la medaglia olimpica a trovare ostacoli e se qualche sponsor ho avuto era del nord non della mia terra., perché qui non c'è una rete imprenditoriale che investe nello sport e che vuole visibilità intorno allo sport. Se vedete questa struttura sappiate che mi è stata data nel 2005 dopo aver vinto le olimpiadi nel 2000. Io non ho mai avuto il piacere di stringere la mano ad un sindaco di Napoli , La mia professionalità sportiva e le mie vittorie avrei voluto regalarle al territorio attraverso una struttura , che fosse aggregante per i ragazzi del mio quartiere , che divenisse un centro sportivo fucina di valori sani di competizione e di moralità sociale.
Invece i giapponesi hanno investito su di me perché mi hanno considerato un talento, mentre qui mi sono allenato per le olimpiadi in un ambiente gelido, perché questa struttura è stata costruita senza riscaldamenti appropriati . Gli sponsor che ho avuto li ho regalati a questa struttura.
Napoli non dà la speranza di realizzare i propri sogni.

  1. Come cambia, se cambia, il suo modo di parlare di Napoli e di giudicarla, quando è lontano da essa e in presenza di non napoletani?

Io sono dell'idea che i panni sporchi si lavano in famiglia, quindi nonostante tutte le mie considerazioni fuori da Napoli della mia città parlo con l'amore che sento dentro.

 

  1. Quanto l’autocommiserazione e il compiacimento dei propri limiti e vizi ha danneggiato l’immagine di Napoli, sebbene abbia contribuito a costruire un’idea “letteraria” talora esibita quale vincente?

Non penso che Napoli venga danneggiata da semplici considerazioni dei napoletani, anche se, ovviamente, mettere il dito nelle piaghe nere della napoletanità in maniera strumentale non è positivo.

  1. La letteratura e la filmografia sulla camorra hanno incrinato l’immagine di Napoli più di quanto abbiano rafforzato una coscienza civile legalitaria?

Si, hanno rovinato, la televisione è un mezzo pubblicitario e non è giusto mostrare cose negative all'estremo, perché se una cosa positiva come Pino Maddaloni, in tv passa due minuti in due anni, e per il resto del tempo si mostrano immagini negative, furti, omicidi ecc ovviamente si ricorderanno soltanto le cose negative. Sono sicuramente deficienti coloro che hanno deciso di mostrare tutto ciò attraverso i film i libri e televisione.

  1.  A suo parere, qual è la percentuale di coloro, tra i non napoletani, che sia a conoscenza che Napoli è stata tra le prime tre città al mondo per tecnologia, cultura e arti?

 Il 5 % (ride)

  1. Qual è, secondo lei, l’istituzione di maggiore eccellenza napoletana?

Io non ho avuto la fortuna di frequentare le cose eccezionali della mia città , quello che ricordo come struttura bella della mia città è stato il bosco di capodimonte . anche se devo sottolineare che io odio la parola "fortuna" dato che ritengo ingiusto affidare il futuro dei ragazzi la vita della gente alla fortuna di incontrare o possedere .

  1. Un luogo, un monumento, un libro, una musica, un cibo, un vino che rappresentano Napoli, nella sua più autentica essenza, indichi un simbolo per ciascuna categoria.

Il mare, il sorriso di alcuni scugnizzi, i monumenti non parlano, terra mia di Pino Daniele, la pizza.

  1. Napoli stimola socializzazione, per la dolcezza del clima che agevola la vita nelle sue strade e forma l’attitudine alla competizione. Nella vita queste opportunità possono produrre esiti in direzioni opposte, nel bene o nel male, ma lo sport insegna la lealtà, la sfida prima di tutti a se stessi, a rispettare un avversario che non può mai essere nemico, ad accettare sconfitte come premesse di vittorie più ambite. Nascere a Napoli è già una vittoria o è l’inizio di una competizione difficile?

Nella vita queste opportunità possono produrre esiti in direzioni opposte, nel bene o nel male, ma lo sport insegna la lealtà , la sfida prima di tutti a se stessi a rispettare un avversario, che non può mai essere nemico, ad accettare sconfitte come premesse di vittorie più grandi.
L'inizio di una competizione difficile. Quando parti a meno 30% devi avere una carica maggiore per arrivare.

copyright © 2013 Mariano Corcione