MARIO D'ALESSANDRO AVVOCATO

 

1) Nato a Napoli: fierezza, imbarazzo, mero dato anagrafico?

Non imbarazzo

2) Qual è la qualità vincente che le viene riconosciuta e che, a suo giudizio, è maggiormente legata al suo essere napoletano?

l'allegria, la spigliatezza, mettere le persone a proprio agio...la mia dote principale è essere preciso e determinato, e su certi punti non perdermi in giri di parole ma andare subito al nocciolo della questione, anche se non è proprio una caratteristica napoletana....

3) Quali sono le caratteristiche vincenti che talvolta sono dei difetti del cittadino napoletano?

la superficialità apparente.... essere immediato, istintivo,questa è una caratteristica dei napoletani soprattutto all'estero, che ci consente di affrontare subito il problema, di non perderci, forse la cosa più importante è quella di poter superare gli ostacoli che man mano si pongono davanti alle questioni, aggirarli e andare avanti. Le persone normalmente quando si trovano davanti ad un ostacolo si bloccano, invece noi per necessità ci siamo abituati ...ogni giorno è una guerra diversa

5) Cosa migliorerebbe della Napoli che ha lasciato a suo tempo e cosa crede sia migliorato da allora?
L'efficienza dei servizi.....la mobilità , i servizi pubblici, il sistema sanitario, la macchina comunale, gli enti amministrativi, insomma tutti i servizi, che viaggiano in ritardo.

6) Parafrasando John Kennedy, si chieda cosa abbia fatto Napoli per lei e cosa abbia fatto lei per Napoli e cosa ancora entrambi possiate o dobbiate fare.
Per il lavoro che faccio Napoli mi ha consentito di avere una pratica e una quotidianità del lavoro che in nessuna parte d'Europa e forse del modo avrei trovato. La giurisprudenza in materia penale nasce e si fonda soprattutto a Napoli; quindi per il mio lavoro penso sia il posto più adatto al mondo, e questo non so so se definirlo un aspetto positivo o negativo, ma diciamo che noi avvocati penalisti napoletani veniamo riconosciuti i migliori in Italia per la vastità di clientela e di esperienza. Cosa ho fatto io per Napoli? La quotidianità e la serietà del mio impegno professionale.

7) Qual è il pregiudizio, il luogo comune riferito alla sua città natale in cui si è più frequentemente imbattuto?
Delinquenza e immondizia...che poi tanto pregiudizi non sono, perché sono basati su dati reali, oggettivi. Forse pregiudizio il fatto che lavoriamo poco, che non è vero, perché per lavorare normalmente in una città come Napoli devi lavorare molto di più per ottenere gli stessi risultati.

8) Come cambia, se cambia, il suo modo di parlare di Napoli e di giudicarla, quando è lontano da essa e in presenza di non napoletani?
...quello che poi diciamo tutti quanti , ne posso parlare male io, ma non gli altri....quindi consento ai napoletani di parlare male di Napoli, ma non ai non napoletani.

9) Quanto l'autocommiserazione e il compiacimento dei propri limiti e vizi ha danneggiato l'immagine di Napoli, sebbene abbia contribuito a costruire un'idea “letteraria” talora esibita quale vincente?
Questo era vero fino a 50 anni fa , quando si parlava della cosiddetta arte d'arrangiarsi, il mondo usciva da due guerre mondiali., e tutti erano bravi ad arrangiarsi, adesso il mondo non si arrangia più e noi continuiamo ad arrangiarci, e questa è senz'altro una cosa negativa che ci portiamo addosso, pensiamo di essere più furbi e invece siamo solo stupidi.

 

10) La letteratura e la filmografia sulla camorra hanno incrinato l’immagine di Napoli più di quanto abbiano rafforzato una coscienza civile legalitaria?
La coscienza civile e della legalità per moltissimi napoletani è già esistente ed è fortissima, c'è una minoranza che però è sopraffattrice rispetto agli altri, quindi io non credo che il film abbia contribuito a migliorare la coscienza, la minoranza sopraffattrice e violenta non la cambi secondo me, è impermeabile rispetto al film. Quindi la filmografia e la letteratura hanno fatto più danni che benefici.

11) A suo parere, qual è la percentuale di coloro, tra i non napoletani, che sia a conoscenza che Napoli è stata tra le prime tre città al mondo per tecnologia, cultura e arti?

Pochissimi - meno del 5% - le sanno queste cose, Napoli fino all'Unità era la città più industrializzata oltre che la più popolosa, poi tutte le industrie furono chiuse e trasferite a Nord, il Banco di Napoli fu chiuso espropriato....
tanto che a Torino che non è una bella città tutti gli edifici più belli sono stati costruiti dopo l'Unità d' Italia, non è un caso, il regno di Sardegna , in Sardegna c'erano quattro pecore, in Piemonte quattro contadini, se si pensa che dopo Torino la città più importante era Pinerolo, nu “paesiello” con quattro cavalli.. Napoli era una delle città più importanti d'Europa e quindi del mondo.

12) Qual è, secondo lei, l’istituzione di maggiore eccellenza napoletana?

Ci sono eccellenze nel campo della sanità, della magistratura, della
ricerca...magistrati importantissimi anche a livello europeo, che sono stati alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, che hanno contribuito a formare la giurisprudenza europea e quindi il principio di legalità europeo, posso anche fare un nome che secondo me è il dottor Vitaliano Esposito, della provincia di Salerno, l'attuale presidente della Prima Corte di Cassazione, un giurista tra i primi al mondo

13) Un luogo, un monumento, un libro, una musica, un cibo, un vino che rappresentano Napoli, nella sua più autentica essenza, indichi un simbolo per ciascuna categoria.
Un luogo : Piazza del Gesù, per il passato perché c'è Spaccanapoli, Santa Chiara, Benedetto Croce abitava là, la Chiesa del Gesù...per il presente perché era il riferimento “culturale” della gioventù napoletana nel bene e nel male....
l'Università di Napoli è stata un'ottima università e lo è tuttora, soprattutto con l'imperversare delle università private, anche per una questione di collocamento, nel senso che per un meridionale in genere, un napoletano in particolare il concorso pubblico ha rappresentato un'agenzia di collocamento, un modo per trovare lavoro, e molti napoletani sono presenti nell'amministrazione dello Stato....noi napoletani siamo favoriti anche dal fatto che abbiamo avuto e abbiamo un'ottima università
Ho scelto Giurisprudenza come mediazione tra un padre che mi voleva nell'esercito, nelle accademie, e io che volevo fare la rivoluzione, e poi l'unico lavoro coerente con le mie scelte politiche e con la mia personalità era quella di difendere e fare uscire le persone dal carcere, l'unico mestiere possibile era quello di non far andare le persone in carcere o di farle uscire.

 

copyright © 2013 Mariano Corcione