Prof. Maurizio Cotrufo, cardiochirurgo

  1. Nato a Napoli: fierezza, imbarazzo, mero dato anagrafico?

Nessuna di queste, direi amore viscerale...amore viscerale come quello di una madre che comunque sia, il figlio ama...sono forse un po' fiero , in qualche circostanza, mai imbarazzo, e sono napoletano doc, perché per tutte le generazioni che riesco a ricostruire la mia famiglia è napoletana a tutti gli effetti.

  1. Qual è la qualità vincente che le viene riconosciuta e che, a suo giudizio, è maggiormente legata al suo essere napoletano?

Forse la capacità di muovermi tra gli anfratti della comunità napoletana riuscendo generalmente ad ottenere il risultato che mi ero prefisso.

  1. Qual è la caratteristica vincente del suo essere napoletano, tra quelle che talvolta vengono ritenuti difetti?

Sapere affrontare la vita con il dovuto distacco, rimanendo spesso fuori dai binari per fermarmi a riflettere, questa è la filosofia napoletana ...fuori dalla folla che corre perché tutti devono correre, e invece c'è bisogno che qualcuno corra per i fatti suoi, allontanandosi da questa folla.

  1. Napoli e i napoletani: più orgoglio di luogo o più orgoglio di popolo, in quali proporzioni?

Se, come è capitato tutta la vita, mi trovavo all'estero, e mi facevano una domanda del genere, io dicevo che Napoli è una realtà meravigliosa, peccato che ci sono i napoletani....

  1. Cosa migliorerebbe della Napoli che ha lasciato a suo tempo e cosa crede sia migliorato da allora?

Napoli è una realtà immobile, che rimane identica nonostante gli eventi, i terremoti, politiche di vario genere ... Napoli non si muove.

  1. Parafrasando John Kennedy, si chieda cosa abbia fatto Napoli per lei e cosa abbia fatto lei per Napoli e cosa entrambi possiate o dobbiate fare.

Io ho creato per Napoli un centro di eccellenza, che è stato il primo centro di cardiochirurgia di tutto il Sud, ho creato il centro trapianti di cuore che quest'anno è il più attivo in Italia, questo l'ho creato “contro” Napoli, avendo contro la città che in quelle circostanze doveva essere coinvolta, cioè la politica, la burocrazia, non certamente il popolo, perché il popolo dopo un'iniziale diffidenza mi ha accolto, mi ha amato...il mio primo trapianto, venivo da Barcellona con questo cuore, e dall'aeroporto al Monaldi.... la folla alle tre di notte si assiepava lungo i marciapiedi per accogliere questo eroe che aveva portato Napoli alle luci della ribalta con questo episodio. Quindi diciamo che il popolo mi ama, la città come dicevo è una città immobile, indifferente che se può ostacola, ma certamente non aiuta.

  1. Qual è il pregiudizio, il luogo comune riferito alla sua città natale in cui si è più frequentemente imbattuto?

La scarsa affidabilità: un napoletano viene immediatamente definito scarsamente affidabile. Io sono stato presidente della Società europea di Chirurgia Cardiotoracica, e lo sono diventato perché ho superato attraverso quattro anni di collaborazione l'iniziale diffidenza, perché essendo napoletano tutti ritenevano che io fossi inaffidabile. Però sono riuscito a vincere questa “inaffidabilità”, questo pregiudizio e sono diventato presidente.

  1. Come cambia, se cambia, il suo modo di parlare di Napoli e di giudicarla, quando è lontano da essa e in presenza di non napoletani?

Quando sono lontano, come ho detto, io definisco Napoli una realtà unica, paradisiaca, e i napoletani le cavallette che distruggono Napoli.

  1. Quanto l’autocommiserazione e il compiacimento dei propri limiti e vizi ha danneggiato l’immagine di Napoli, sebbene abbia contribuito a costruire un’idea “letteraria” talora esibita quale vincente?

Credo che non sia stata alterata o danneggiata l'immagine di Napoli, bensì proprio la realtà, di Napoli come entità costituita da istituzioni, intellettuali, popolo, scienza, futuro , passato...l' auotocommiserazione è stato un deterrente.

  1. La letteratura e la filmografia sulla camorra hanno incrinato l’immagine di Napoli più di quanto abbiano rafforzato una coscienza civile legalitaria?

La camorra è come la pizza e come Pulcinella

  1.  A suo parere, qual è la percentuale di coloro, tra i non napoletani, che sia a conoscenza che Napoli è stata tra le prime tre città al mondo per tecnologia, cultura e arti?

Il Teatro San Carlo

  1. Qual è, secondo lei, l’istituzione di maggiore eccellenza napoletana?

Tra le persone  colte sono  una grande percentuale.

  1. Un luogo, un monumento, un libro, una musica, un cibo, un vino che rappresentano Napoli, nella sua più autentica essenza, indichi un simbolo per ciascuna categoria.

Un'istituzione :Il teatro San Carlo
Un luogo: la collina di Posillipo e il Golfo di Baia
Un monumento: il Palazzo reale, perché ci sono i re Borboni che continuano a regnare là, cioè non siamo mai diventati italiani, il Palazzo Reale identifica ancora la Napoli di oggi
Un libro: io sono grande lettore di Camilleri, e adesso sto leggendo Maurizio de Giovanni, uno scrittore napoletano diventato molto famoso di questi tempi, il quale scrive così come Camilleri ambienta il tutto, sia nel dialetto che nei luoghi della Sicilia, De Giovanni ambienta il tutto nella Napoli del periodo del dopoguerra, e anche lì c'è un commissario, si chiama Ricciardi, e avvengono queste storie più o meno romanzate in una Napoli autentica. E' un'immagine molto suggestiva di Napoli divisa in due da via Toledo, c'è in alto la povertà con i Quartieri Spagnoli, e al di sotto di via Toledo c'è invece la ricchezza con i napoletani opulenti, quest'immagine è efficace.
Una musica : Pino Daniele; Un cibo: la pastiera; Un vino: direi un vino sanguigno, il Gragnano e poi un vino che fa innamorare, il Falanghina.

  1.  Quanto la creatività che le viene riconosciuta è debitrice nei confronti della tradizione, della formazione e del fascino emanato dai luoghi della sua città? In altre parole quanto la sua arte è figlia di  Napoli ?

Io sono un laico, non solo laico, laico pagano, per cui ovviamente per me per me tutto quello che è miracoli , soprannaturale, sono tutte fantasie, per me se devo cercare il supremo , il mio supremo, è il sole rosso in mezzo (al golfo di Napoli)

 

copyright © 2013 Mariano Corcione