MICHELE CAMPANELLA, pianista di fama internazionale


  1. Nato a Napoli: fierezza, imbarazzo, mero dato anagrafico?

Fierezza ed insieme non imbarazzo ma dolore profondo.
L'istinto mi direbbe di dedicare tutto me stesso alla rinascita della mia città, ma il mio cervello mi mette in guardia....

  1. Qual è la qualità vincente che le viene riconosciuta e che, a suo giudizio, è maggiormente legata al suo essere napoletano?

Può sembrare strano,ma la chiarezza, nutrita di serietà e di cultura digerita,sono l'eredità che porto con me dalla mia adolescenza. La mia famiglia, alcuni insegnanti di liceo, il mio maestro,Vincenzo Vitale mi hanno dato dei principi validi in ogni frangente della vita.

  1. Qual è la caratteristica vincente del suo essere napoletano, tra quelle che talvolta vengono ritenuti difetti?

Essendo considerato un napoletano poco rappresentativo del prototipo della mia città, non sono accusato di stereotipi. Un vantaggio involontario.

  1. Napoli e i napoletani: più orgoglio di luogo o più orgoglio di popolo, in quali proporzioni?

Bella domanda: in un certo senso potrei dire di entrambi anche se ho da soffrire molto per come abbiamo ridotto la nostra città e per come si sono ridotti i miei concittadini. Ma quando, per puro caso,mi imbatto in un "vero" napoletano, mi rendo conto di che tesori di umanità la città martoriata nasconde.

  1. Cosa migliorerebbe della Napoli che ha lasciato a suo tempo e cosa crede sia migliorato da allora?

Essendo nato nel '47 non ho potuto conoscere la Napoli prima del sacco della città e mi devo solo rifare ai racconti quasi mitologici sui giardini del Vomero. Nella mia infanzia ho conosciuto una Napoli musicale chiusa in se stessa,ricca di talenti e di personalità,ma tuttavia ripiegata sul suo passato,sulla sua gloria lontana e non aperta al mondo. Me ne sono dovuto andare con un amaro retropensiero:se fossi nato a Vienna,a Londra,persino a Milano, come sarebbe andata la mia vita professionale?

  1. Parafrasando John Kennedy, si chieda cosa abbia fatto Napoli per lei e cosa abbia fatto lei per Napoli e cosa entrambi possiate o dobbiate fare.

Ancora una bella domanda:Napoli mi ha dato una meravigliosa formazione culturale,musicale ed etica. Un brutto giorno di quindici anni fa ho letto su un giornale napoletano che un illustre musicista mi accusava di aver solo ricevuto e nulla dato. Da qual momento ho operato per promuovere la musica nella nostra città, in tutti i modi in cui mi è stato possibile farlo. Per il futuro non penso di ricevere ma alla possibilità di dare:me lo concederanno?

  1. Qual è il pregiudizio, il luogo comune riferito alla sua città natale in cui si è più frequentemente imbattuto?

Pieni di talento, ma teatranti pasticcioni e vagamente imbroglioni. Ma, ripeto come napoletano atipico, non me ne hanno potuto addossare la colpa

  1. Come cambia, se cambia, il suo modo di parlare di Napoli e di giudicarla, quando è lontano da essa e in presenza di non napoletani?

A Napoli non ho remore a sparare a zero. Fuori Napoli cerco di essere più equilibrato,ma l'amarezza è la tonalità più frequente.

  1. Quanto l’autocommiserazione e il compiacimento dei propri limiti e vizi ha danneggiato l’immagine di Napoli, sebbene abbia contribuito a costruire un’idea “letteraria” talora esibita quale vincente?

Molto, a  Napoli ci si lamenta tutti,ma è impossibile mettere insieme più di due persone per costruire qualcosa di vincente. E se ci riesci,tutti gli altri che non partecipano all'input iniziale si fanno un punto d'onore di distruggere la tua iniziativa.

  1. La letteratura e la filmografia sulla camorra hanno incrinato l’immagine di Napoli più di quanto abbiano rafforzato una coscienza civile legalitaria?

No, per carità. E' bene che tutti, dico tutti i cittadini sappiano cosa succede in città. Di ipocrisia ne abbiamo abbastanza.

  1.  A suo parere, qual è la percentuale di coloro, tra i non napoletani, che sia a conoscenza che Napoli è stata tra le prime tre città al mondo per tecnologia, cultura e arti?

Molti più del prevedibile. Per me è facile chiedere ad altri artisti di venire a suonare a Napoli,per il prestigio che ancora gode,Gli stranieri sono affascinati dall'indisciplina che noi consideriamo un flagello. Trovano che la fantasia e l'inventiva sia comunque un valore e non come noi pensiamo,un disvalore che limita tragicamente il nostro progredire sociale.

  1. Qual è, secondo lei, l’istituzione di maggiore eccellenza napoletana?

Non ce ne è una sola e se facessi un nome farei un torto ad altri. Siamo ricchi di eccellenze, ma non lo sappiamo e non lo facciamo sapere. Masochisti.

  1. Un luogo, un monumento, un libro, una musica, un cibo, un vino che rappresentano Napoli, nella sua più autentica essenza, indichi un simbolo per ciascuna categoria.

Il chiostro di Santa Chiara,la chiesa di Giovanni a Carbonara L'Oro di Napoli, di Marotta, il babà, il vino di Gragnano.

  1.  Quanto la creatività che le viene riconosciuta è debitrice nei confronti della tradizione, della formazione e del fascino emanato dai luoghi della sua città? In altre parole quanto la sua arte è figlia di  Napoli ?

La risposta non è semplice. Napoli mi ha offerto una fantastica educazione alla Bellezza attraverso i suoi monumenti, i suoi paesaggi,la sua cultura,ma tutto ciò è stato filtrato in modo decisivo dalla mia famiglia e dai miei insegnanti. Fossi capitato in un'altra famiglia e sotto altri insegnanti,Napoli mi sarebbe apparsa molto più povera.

copyright © 2013 Mariano Corcione