Dott. Otello Natale, Managing Director EMA Spa


  1. Nato a Napoli: fierezza, imbarazzo, mero dato anagrafico?

Io penso che al di la del dato anagrafico c’è la consapevolezza  della nascita, soprattutto quando è avvenuta   in un quartiere povero  e quindi  dell’impegno,   profuso,   maggiore per raggiungere  obiettivi e risultati  importanti.  Certo ,Napoli offre delle opportunità e delle difficoltà  in più   da altri posti, A Napoli si  impara l’interpretazione della legge e l’interpretazione del principio  che vale in discipline diverse dall’ingegneria al diritto ,  però permette di andare oltre i dogmi   e le regole.

  1. Qual è la qualità vincente che le viene riconosciuta e che, a suo giudizio, è maggiormente legata al suo essere napoletano?

nessuno me lo sottolinea , ma credo che la caratteristica principale è la capacità di reinterpretare la realtà  , spesso la carta vincente all’estero con colleghi stranieri ,  è stata la reinterpretazione  del problema ,vederlo da altri punti di vista,  riviverlo con una certa creatività . Il che non significa non riconoscere il problema , ma significa trovare una soluzione non prevedibile secondo gli schemi di base.

  1. Qual è la caratteristica vincente del suo essere napoletano, tra quelle che talvolta vengono ritenuti difetti?

che uso l’accento napoletano in qualsiasi lingua parli.    Forse quello di non prendere la realtà troppo sul serio , ma nel mio caso , come direttore di un industria  sarebbe un difetto troppo grande.

  1. Napoli e i napoletani: più orgoglio di luogo o più orgoglio di popolo, in quali proporzioni?

più un orgoglio di popolo che di luogo,  nonostante il luogo  bellissimo che vediamo . Ma  Napoli non è soltanto via Caracciolo , dove siamo adesso, ma ha anche  posti meno  palesemente  belli, anche se altrettanto pregnanti di tradizioni importanti e cultura storica  indelebile.

  1. Cosa migliorerebbe della Napoli che ha lasciato a suo tempo e cosa crede sia migliorato da allora?

probabilmente al primo impatto si preferirebbe vedere un pò di ordine  . per fare  meno fatica nel vivere quotidiano , anche se  “il vivere più facile “  appiattisce anche  la capacità di esprimersi  di vedere  e nel complesso dell’essere.

  1. Parafrasando John Kennedy, si chieda cosa abbia fatto Napoli per lei e cosa abbia fatto lei per Napoli e cosa entrambi possiate o dobbiate fare.

Ogni napoletano per Napoli può fare molto , al di la del semplice vivere  onestamente , ma si  può  innescare qualche  piccolo germoglio  che può dare un contributo al benessere collettivo . Il mio contributo come ingegnere ,  come studente di ingegneria   l’ho dato e lo do nel campo professionale  e  nello  sviluppo industriale .  Dando un impulso  un   not aut   al progresso  scientifico  . Come quando lavoravo  a Pomigliano  D’Arco , dove   siamo stati l’unico team di ingegneri   che ha certificato un motore  aeronautico  tutto  italiano.   Un primato nel dopoguerra  che non potrà , temo,  più essere ripetuto,. Sia in Irpinia dove ho dato   un impulso ad una fabbrica che non era niente,   soprattutto contando sull’aspetto tecnologico e sulle capacità degli ingegneri  e delle menti disponibili , che vengono fuori dalle università  Partenopee.  Sviluppando un industria , che esiste ed è un prodotto funzionante ed in espansione   e non un invenzione  finanziaria ;

  1. Qual è il pregiudizio, il luogo comune riferito alla sua città natale in cui si è più frequentemente imbattuto?

tutti i napoletani cantano .  o che tutti sanno fare la pizza  quella iconografia  data dai film americani del dopoguerra che non rispondono al vero .

  1. Come cambia, se cambia, il suo modo di parlare di Napoli e di giudicarla, quando è lontano da essa e in presenza di non napoletani?

Perché dovrebbe cambiare ?

  1. Quanto l’autocommiserazione e il compiacimento dei propri limiti e vizi ha danneggiato l’immagine di Napoli, sebbene abbia contribuito a costruire un’idea “letteraria” talora esibita quale vincente?

io non trovo   nel mio ambiente commiserazione , il fatto che un tecnico  o un ingegnere guadagnerebbe molto di più all’estero è vero,  ma   non è relativo soltanto  a Napol , secondo me,  ma all’Italia .

  1. La letteratura e la filmografia sulla camorra hanno incrinato l’immagine di Napoli più di quanto abbiano rafforzato una coscienza civile legalitaria?

premesso  che  il discorso della camorra , è uno dei principali ostacoli allo sviluppo  di Napoli e del territorio,   io penso sarebbe  molto dannoso   per Napoli il parlarne ,  se fosse l’unico  discorso esistente,  invece credo che si possano fare  considerazioni diverse ,  come quello della diminuzione dell’industria nel territorio , io sono nato a San Giovanni a Teduccio  e i miei amichetti  nel quartiere , erano   figli di operai , oggi  a causa della scomparsa quasi delle  imprese piccole e grandi , di operai non  ce ne sono più . Uno dei problemi maggiori è dovuto all’essere venute meno le industrie più grandi come l’Italsider  l’Alfa sud   nel territorio,  Le quali  ,  erano  iniziative industriali,  importanti, poli di riferimento per la manodopera   , la manovalanza bassa  e quella intellettuale  , quindi le persone   perdendo  punti di riferimento  forti,  come quelli citati,  perdendo anche un identificazione  di ruolo  , come quello operaio  ,  hanno  dovuto  ricollocarsi   , e  , se per  le  personalità    di spessore    è stato semplice, per le  frange  più fragili, più esposte,  l’identificazione   nell’alternativa  delinquenziale  , che  sopperisce   al disagio sociale della ricollocazione  è stato un  percorso fin troppo facile ; .Perciò mi sono impegnato nel creare posti di lavoro sviluppando il più possibile   la realtà industriale che  dirigo.  altri potrebbero cercare di fare la loro parte in  altri modi , ma limitarsi a  parlarne così superficialmente non  risolve nulla. 

  1.  A suo parere, qual è la percentuale di coloro, tra i non napoletani, che sia a conoscenza che Napoli è stata tra le prime tre città al mondo per tecnologia, cultura e arti?

stiamo parlando  prima di Garibaldi ,ovviamente , io credo non molti,  ma parlando di orgoglio di popolo facevo riferimento  anche a questo .  Anche se credo  ci sia una scissione  ampia tra le istituzioni  e i cittadini  ; i quali , hanno dato il meglio di se quando ci si sentiva padroni a casa propria  , adesso non avviene più  e non è avvenuto da molto tempo  .  le leggi le regole si sentono come un imposizione   e non come qualcosa  per i cittadini e  con i cittadini, , questa potrebbe essere una nuova visione per cambiare radicalmente   i comportamenti  e di conseguenza  l’evoluzione di questa città

  1. Qual è, secondo lei, l’istituzione di maggiore eccellenza napoletana?

il Politecnico,   l’università  anche se  può  sembrare un giudizio di parte .

  1. Un luogo, un monumento, un libro, una musica, un cibo, un vino che rappresentano Napoli, nella sua più autentica essenza, indichi un simbolo per ciascuna categoria.

il lungomare ; Garibaldi . a piazza  Garibaldi ; l’oro di Napoli, ; o surdato  nnammurato. ;La pizza :

  1. Quanto la creatività che Le viene riconosciuta è debitrice nei confronti della tradizione, della formazione e del fascino emanato dai luoghi della sua città? In altre parole quanto ne è idealmente figlia, benché adulta e ormai autonoma?

la capacità creativa e  una marcia in più rispetto agli altri,   per esempio in grosse aziende vengono molto  sviluppate ,  strategie  ,con differenti  metodiche ,che aiutano ad impostare un problema  e aiutano a trovarne i diversi aspetti e aiutano a   trovare le soluzioni  ,  ovviamente  queste metodiche sono importantissime  , affinchè  la persona media possa trovare le soluzioni ..Credo  che un il napoletano abbia delle scorciatoie  legate sostanzialmente all’intuito , e al fatto di essere in grado  di fare  una sintesi della problematica,  di fronte alla quale si trova  , in maniera spontanea,   naturale.



copyright © 2013 Mariano Corcione