ROBERTO DE SIMONE, regista teatrale, compositore e musicologo italiano


1. Nato a Napoli: fierezza, imbarazzo, mero dato anagrafico?

fierezza

2) Qual è la qualità vincente che le viene riconosciuta e che, a suo giudizio, è maggiormente
legata al suo essere napoletano?


la mia scrupolosa lealtà verso me stesso, verso la città, verso le persone interessate a questa città

3) Qual è la caratteristica vincente del suo essere napoletano, tra quelle chtalvolta vengono
ritenute difetti?


la mia lealtà.

4) Napoli e i napoletani: più orgoglio di luogo o più orgoglio di popolo, in quali proporzioni?

la parola popolo è molto ambigua, potrei indicare la coscienza collettiva , forse, c'è una coscienza collettiva
di essere napoletani , legata a propria cultura profonda con molti riferimenti legata alla religiosità locale a
riferimenti alla mitografia locale, all'essere collettivi dal punto di vista linguistica, io ho avuto un
riconoscimento artistico sia dalla cultura alta che dalla cultura bassa dovuta alla coesione dei documenti
storici e orali, non sono un crociano do pari valori alla cultura orale, ha pari valori di un acquisizione data da
un documento scritto.

5) Cosa migliorerebbe della Napoli che ha lasciato a suo tempo e cosa crede sia migliorato da
allora?

c'è una vecchia cancrena socio politica che ha condizionato Napoli e della quale ancora oggi ne
subiamo i danni , io ricordo gli anni 50 le nostre enfasi, scapigliati e pieni di progetti , poi c'è stato il
68 poi c'è stata la sinistra , grande delusione, oggi spero ancora ,da giovane ottantenne.

6) Parafrasando John Kennedy, si chieda cosa abbia fatto Napoli per lei e cosa abbia fatto lei
per Napoli e cosa ancora entrambi possiate o dobbiate fare.

io non mi domando mai che cosa debbo fare in progetto è il divenire che mi spinge ad agire ,
dipenderà dalle condizioni del quotidiano che muta , progetti per il futuro si scrivo un opera e penso
di migliorarla, ma sul cosa fare non so il presente è brutale.
Mi sono molto amareggiato per i lavori fatti al S Carlo dove dopo i lavori fatti ,non ho trovato più
l'acustica , ma tutti dicono che va tutto bene , nessuno dice effettivamente ciò che non va bene, io
ho scritto anche al Presidente della Repubblica per sollecitare un intervento su Napoli.

7) Qual è il pregiudizio, il luogo comune riferito alla sua città natale in cui si è più
frequentemente imbattuto?


L'illegalità

8) Come cambia, se cambia, il suo modo di parlare di Napoli e di giudicarla, quando è lontano
da essa e in presenza di non napoletani?


dico che qui è tutto fittizio parlo dei problemi reali della mancanza di considerazione per i giovani
basta essere figli di un politico per accedere facilmente a posti ben pagati senza meriti, il giovane
laureato con un supporto familiare di cultura medio alta non ha molte possibilità di sbarcare il
lunario legalmente . quando c'era il sindaco Iervolino , proposi di dare una medaglia d'oro ad un
giovane che continua a vivere a Napoli facendo lavori sottopagati senza scadere nell'illegalità , per
inseguire il consumismo suggerito dai media, per una morale familiare radicata. Mentre le
istituzioni politiche sprecano in modo indecente il danaro pubblico senza destinare nulla ai giovani.
Tanti ragazzi avuti in conservatorio quando ero direttore , bravissimi, sono andati via .

9) Quanto l'autocommiserazione e il compiacimento dei propri limiti e vizi ha danneggiato
l'immagine di Napoli, sebbene abbia contribuito a costruire un'idea "letteraria" talora esibita
quale vincente?


tantissimo ma questo lo si deve ai cultori della napoletanità che fanno capo a una cultura tardo
romantica, positivista ,clericofascista e negli ultimi tempi perfino di sinistra , perché in realtà
propagandano un atteggiamento napoletanistico che non fa parte della ns tradizione verace, ma fa
parte di quella degli esclusi , ed è a quella che io ho sempre fatto capo invece ,.Per cui non mi sono
mai compiaciuto del sentimento, il sentimento non fa parte della immagine di Napoli, non c'è ,.noi
abbiamo una visione della vita icastica, assolutamente greca non fronzolistica, , quella del
canzonettismo fascino e di consumo , ma abbiamo un campare alto , altamente epico, questo
fronzolume e quello che il potere vuole andare a smerciare all'estero, perché è comodo smerciare la
napoletanità come sentimento, quindi andare a spacciare il sentimento , non abbiamo sentimenti !
ma non esiste, non c'è, l'amore è qualcosa che fa capo ad amare il bello , ma molto spesso il bello
non ci corrisponde perché freddo, perché spesso è qualcosa che noi amiamo senza bisogno che sia
corrisposto.
Molti travisano la poesia di Di Giacomo che invece è altamente napoletana nel senso verace della
parola.

10) La letteratura e la filmografia sulla camorra hanno incrinato l'immagine di Napoli più di
quanto abbiano rafforzato una coscienza civile legalitaria?


Su questo sono molto perplesso, perché innanzi tutto penso che negli ultimi tempi Napoli non abbia
avuto una letteratura linguisticamente corretta, e per linguisticamente corretto intendo che negli
ultimi anni ho ricercato una forma linguistica di rapporto, di comunicazione, senza che corresse il
rischio di divenire consumistica, ora cosa abbia cagionato non saprei dire , anche perché diciamo ;
la napoletanità "diremo perbenistica" è una napoletanità che non ho mai accettato perché è
altamente borghese. Poiché una delle mie preoccupazioni è stata quella di non essere condizionato
da niente e nessuno, mi compiaccio di non avere ombre per questo. Quindi sogno tranquillo , Napoli
è una città in cui c'è una cultura dei sogni , quindi spero che la borghesia , la quale non ha sogni ,
tranne quelli relativi al proprio egoismo, e quelli che si inventa.
Io il mio potere l'ho sempre usato per disobbligarmi dell' onore di essere napoletano e di avere
approfondito la cultura napoletana , devo quindi disobbligarmi in qualche modo, ho donato al
conservatorio tutti i miei libretti e le mie collezioni . spero che tutti donino allo stato per arricchire la collettività . Quest'anno è il centenario di Verdi , la Traviata non mi è piaciuta , la regia vista è
vecchia di 30 anni , queste cose si facevano per fare lo scoop moderno, mi sono soffermato sulla
musica , le dico la verità, la parte visiva non l'ho considerata proprio, i ruoli erano tutti inadeguati,
era priva di mutamenti interiori di sorprese canore l'ho travata aspra priva di scintille assente
nell'accendervi continue emozioni , non mi ha emozionato.. Verdi è un grandissimo autore ma è un
autore di cui Riccardo Muti ne ha capito la difficoltà , Verdi funziona sempre , ma nelle pieghe ha
una sorta di cangiamento continuo di stati d'animo che porta al piacere di poter vivere quel
momento pensato da Verdi.

11) Qual è, secondo lei, l'istituzione di maggiore eccellenza napoletana?


le persone di cultura lo sanno , io sono in contatto con tedeschi francesi, spagnoli americani, perfino
russi e tutti sanno qual è la base della ns cultura. Prendete il rapporto tra Napoli e Verdi non ci si
può limitare a programmare una Traviata. Bisogna indagare sul rapporto con Napoli . Quando a
Verdi fu proposto di essere uno dei pilastri della nuova scuola italiana, perché con l'avvento dei
Savoia si volle annullare l'identità napoletana .e quando si parlò di scuola italiana e conservatorio
verdi disse : no , "perché scuole napoletane, scuole veneziane parliamo di queste scuole? " Coloro
che avevano in mano queste scuole sapevano cosa fare ,per la grande tradizione alle spalle con un
agito che dava lezione " e quindi a Napoli nominò i Durante , disse chiediamolo a Scarlatti ai
Pergolesi, perché aveva la consapevolezza della grandezza della scuola napoletana di cui nell800
c'era oramai un nuovo modo di guardare la realtà, perché Napoli non era borghese era come
Rossini, con una visione non più locale. Più ampia è stata una città che non è passata per il
Romanticismo , il Romanticismo era tipicamente borghese.
Napoli ha continuato ad essere una città dove la parodia era vincente sulla drammaturgia romantica,
infatti quando si rappresentava un opera al San Carlo , si faceva immediatamente una parodia, c'era
la Traviata e il traviato.
Perché per la celebrazione non fare una di queste opere di cui pare che verdi fosse entusiasta, ?
quando si fece la parodia di il Petito con gli abiti di "Azucena" Verdi si dolse molto di non poter
assistere a questa parodia, quando si fece al san Carlino il balletto flik e flok , che aveva esaltato
l'unità d'Italia.
Dopo l'entrata dei bersaglieri a Roma si era fatto a San Carlo un balletto con le ballerine con il
cappello dei bersaglieri e le trombette di Piedigrotta . Petito aveva osato mettersi abiti da donna
cappello da bersagliere e trombetta, di Piedigrotta facendo i jetè , i liberali distrussero il teatro
perché oramai non era più consentito fare parodie.
Ecco facciamo una cosa di queste .
Il rapporto di Wagner con Napoli. Venne a Napoli e scoprì Napoli , all'inizio quasi detestava questo
essere musicalmente napoletani, quando gli fu consigliato da Humperdinck , di andare in
conservatorio il giorno in cui gli allievi eseguivano il miserere di Leonardo Leo . Wagner ci andò e
ne restò colpito al punto da inserire un cenno nel Parsifal.
Volle addirittura indagare sul principe Gesualdo, di cui io ho scritto un dramma usando i Madrigali
stilizzati .
Wagner a Napoli scopri lo stile orale dei napoletani . lui stava a villa Doria d'Angri, e li i padroni di
casa invitarono un posteggiatore / cantante , Wagner rimase affascinato dal timbro e dallo stile, al
punto da portarlo con se in Germania e facendolo esibire quando c'era liszt, e gli faceva cantare la
tarantella di Cicerenella per la particolarità orale. Da genio musicale ha capito che quella era tanto
importante quanto la tradizione colta, scritta, faceva parte della stessa cultura e riteneva che i
napoletani avrebbero dovuto riscoprire la loro vocazione all'oratoria più che al melodramma . Ci
sarebbero tanti spunti per celebrare Verdi. Avrei fatto un Falstaff difficile ma attuale.

12) Un luogo, un monumento, un libro, una musica, un cibo, un vino che rappresentino
Napoli, nella sua più autentica essenza, indichi un simbolo per ciascuna categoria.


l'istituzione napoletana di eccellenza dal punto di vista storico direi "la biblioteca dei Girolomini
prima che arrivassero gli unni o i barbari.
C'è una poesia di Kavafis molto bella che si chiama : aspettando i barbari ; la quale mi veniva in
mente qualche tempo fa proprio a proposito dei Girolomini.
Purtroppo la malsana tradizione continua già i preti si erano venduti i codici, grazie alla collusione
tra personaggi strani e politici . e grazie all'ignoranza delle istituzioni politiche. Io quando ero
direttore del conservatorio avevo timore di toccare o modificare le cose per timore di rovinarle.
Spesso le istituzioni toccano le cose e le inquinano. per esempio il San Carlo per me è in un grave
stato di degrado, è degradato sia dal punto di vista acustico, perché oramai presenta un pastrocchio
di suoni, non si distinguono più i diversi suoni., timbro per timbro e dall'altro , la programmazione ,
la quale è gestita da una persona incompetente , qual è il sovrintendente del teatro, e da un
incompetenza generale , accettata anche dal sindaco che è preposto alla presidenza dello stesso
teatro.
La direzione artistica non mi ha fatto ancora sentire un intervento , in nessun caso , l'orchestra non
va abbandonata, va guidata non può essere gestita da mani che vengono ,prendono un po' di soldi e
se ne vanno e lasciano nel degrado ulteriore le cose. queste Tutto ciò esprime il degrado del San
Carlo.
Parliamo di una libreria di eccellenza per cui
Io ho scritto alla magistratura in occasione dell'anno Gesualdiano , il 2013 , di sapere se nella
libreria dei Girolomini ci sono ancora " le Sacre canziones e i Responsori " , che esistono in copia
unica . . Nel 60 erano la , con documenti fotografici. Vorrei che un esperto verificasse se ancora ci
sono .
L'anticaglia con il monastero delle 33 , con le pitture improvvisate, un amico straniero che
accompagnai nel quartiere , qualche decennio fa, disse " è una cosa prodigiosa " qui l'antico vive
con un quotidiano vissuto. " Un monumento ; i conservatori San Pietro a Maiella , la Pietà dei
Turchini, i poveri di Gesù Cristo dove ha studiato Pergolesi, libro : le poesie di Salvatore di
Giacomo, e... lo cunto de li cunti, musica: Pergolesi e Mozart, Pergolesi è un genio inarrivabile ,
basterebbe aver scritto lo Stabat, l' Olimpiade...
Avevo rappresentato al San Carlo Pergolesi, e doveva andare a San Pietroburgo , l'opera non è stata
portata per ripicca perché avevo denunciato la distruzione dell'acustica del San Carlo. Non si può
dire quello che è ... , ma hanno fatto un danno a Pergolesi non a me.
cibo : La minestra maritata . fatta a cottura lentissima e molto complicata . o la pizza fatta dai
manipolatori della pasta come ne esistono ancora nei miei quartieri .

13) Quanto la creatività che Le viene riconosciuta è debitrice nei confronti della tradizione,
della formazione e del fascino emanato dai luoghi della sua città? In altre parole quanto ne è
idealmente figlia, benché adulta e ormai autonoma?


la mia creatività fa parte di due nature , da un lato la cultura materna e dall'altro la ns cultura storica
, con un giusto equilibrio, in rapporto con la cultura universale. Io quando parlo di cultura
napoletana non parlo di cultura campanilistica, ma parlo di cultura universale Perché dico che
Pergolesi è geniale, perché ha dialogato con tutta l'opera colta del 700 dell800 dei nostri giorni , il
passato ,presente , ha interessato Stravinsky , cioè la nostra cultura in rapporto con la cultura
universalmente valida. Io faccio parte di questa napoletanità, infatti quando ho composto "gatta
cenerentola " e volevo comunicare la realtà dell'immaginario collettivo comune a Napoli come
comune alla tradizione dei fratelli Grimm o dei racconti settecenteschi della Francia, certamente mi
sono messo in contatto con la Russia , ho comunicato universalmente . La mia cultura materna è
altissima ma non circoscritta geograficamente.

copyright © 2013 Mariano Corcione